Gli stadi della malattia

Nello stadio iniziale, abitualmente riconosciuto solo dopo 1-2 anni, è presente più che altro un disturbo della memoria soprattutto per gli eventi recenti. Il paziente diviene ripetitivo, tende a perdersi in ambienti nuovi, dimentica gli impegni, può essere disorientato nel tempo. Il pensiero astratto risulta impoverito e la capacità di giudizio critico diminuita. Il paziente esprime una progressiva incapacità a svolgere compiti prima a lui familiari. In questa fase sono di solito i familiari a rilevare alterazioni del comportamento o della personalità. É più facile l’individuazione di un deficit iniziale in individui che svolgono mansioni intellettuali, piuttosto che in anziani con bassa scolarità o non impegnati in mansioni lavorative. 

Nella fase intermedia il paziente presenta necessità d’assistenza nelle attività strumentali della vita quotidiana. Può perdersi anche in ambienti familiari. Anche la memoria remota è compromessa. Non riesce ad apprendere nuove informazioni. É completamente disorientato nello spazio e nel tempo. É in grado di deambulare; spesso presenta irrequietezza e vagabondaggio con rischio di cadute. In tale fase sono frequenti i deliri e le alterazioni del sonno. La durata di questo periodo può essere di uno o più anni. 

Nello stadio avanzato della malattia vi è totale perdita dell’autonomia anche nelle attività di base della vita quotidiana. La comunicazione verbale é estremamente impoverita o assente. Compaiono incontinenza sfinterica, incapacità motoria, incapacità ad alimentarsi per difficoltà nella deglutizione. Sono conseguentemente molto frequenti le complicanze: polmoniti, malnutrizione, disidratazione, piaghe da decubito conseguenti all’allettamento. 

Lo stadio avanzato della malattia può durare dai 2 ai 10 anni in media. É essenziale che di fronte ai primi sintomi venga fatta una valutazione medica adeguata del caso che passa attraverso una raccolta accurata dell’anamnesi del paziente dal familiare che più gli sta vicino ed é quindi in grado di cogliere le più fini modificazioni del comportamento.
Oltre all’esame obiettivo si effettua di norma una serie di test neuropsicologici che, tenendo conto dell’età e della scolarità dell’individuo, contribuiscono a rivelare deficit nelle varie funzioni mentali. 

Le indagini successive sono rappresentate dalle analisi del sangue e da una TAC cerebrale che ha anzitutto lo scopo di evidenziare lesioni circolatorie cerebrali od altre patologie responsabili di forme di demenza potenzialmente reversibili (ematomi, idrocefalo). Il grado di deterioramento mentale poi non sempre corrisponde al livello di atrofia cerebrale documentato dalla TAC che può risultare normale nelle forme iniziali. 

Una volta formulata la diagnosi si effettua un programma terapeutico e di controlli periodici allo scopo di seguire l’andamento del singolo paziente. 

Alzheimer:
conoscere la malattia
per saperla affrontare.

Parte I: i disturbi cognitivi.

Parte II: i disturbi comportamentali.

L’Alzheimer
è definita la malattia
delle quattro A: 

 

– perdita significativa di memoria (amnesia); 

– incapacità di formularee comprendere i messaggi verbali (afasia); 

– incapacità di identificare correttamente gli stimoli, riconoscere persone, cose e luoghi (agnosia);

– incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari, per esempiovestirsi (aprassia). 

I 10 SINTOMI PREMONITORI

Per le persone che presentano molti di questi sintomi sarebbe opportuno un consulto medico

  1. Perdita di memoria che compromette la capacità lavorativa. La dimenticanza frequente o un’inspiegabile confusione mentale può significare che c’è qualcosa che non va.

  2. Difficoltà nelle attività quotidiane. Il malato di Alzheimer potrebbe preparare un pasto e non solo dimenticare di servirlo, ma anche scordare di averlo fatto.

  3. Problemi di linguaggio. A tutti può capitare di avere una parola “sulla punta della lingua”, ma il malato di Alzheimer può dimenticare parole semplici o sostituirle con parole improprie.

  4. Disorientamento nel tempo e nello spazio. Il malato di Alzheimer può perdere la strada di casa, non sapere dove è e come ha fatto a trovarsi là.

  5. Diminuzione della capacità di giudizio. Il malato di Alzheimer può vestirsi in modo inappropriato, per esempio indossando un accappatoio per andare a fare la spesa o due giacche in una giornata calda.

  6. Difficoltà nel pensiero astratto. Per il malato di Alzheimer può essere impossibile riconoscere i numeri o compiere calcoli.

  7. La cosa giusta al posto sbagliato. Un malato di Alzheimer può mettere gli oggetti in luoghi davvero singolari, come un ferro da stiro nel congelatore o un orologio da polso nel barattolo dello zucchero, e non ricordarsi come siano finiti là.

  8. Cambiamenti di umore o di comportamento. Nel malato di Alzheimer sono particolarmente repentini e senza alcuna ragione apparente.

  9. Cambiamenti di personalità. Il malato di Alzheimer può cambiare drammaticamente la personalità: da tranquillo diventa irascibile,
    sospettoso o diffidente.

  10. Mancanza di iniziativa. Il malato di Alzheimer la perde progressivamente: in molte o in tutte le sue solite attività.

 

Fonte. Alzheimer’s Association (USA)